Ivano Mercanzin

Approda il 31.12.11 in questo nuovo mondo e subito ne e’ travolto:
luci, ombre, figure, segni, graffiti, oggetti insignificanti, bianco e nero, colore ogni cosa attrae la sua attenzione.
Filtra, isola, cristallizza e come un alchimista le immagini fuoriescono prepotenti e invadono lo spazio librandosi negli anfratti della memoria.

Tania Piazza

“Amo scrivere da sempre, perché scrivere è un altro modo per parlare, solo più silenzioso. I libri sono miei compagni inseparabili, in qualunque ambito… La vita è più bella così, perché si arricchisce giorno dopo giorno!Svolgo da sempre lavori che hanno a che fare con “la gente”, quella che, a mio avviso, è maestra di vita, tra chiacchiere, sorrisi e ascolto. Ciò che bilancia questo quotidiano vivere è la gioia, assoluta, della carta stampata, in qualunque sprazzo di tempo possibile. Prediligo i classici dell’Ottocento e Novecento, ma anche la letteratura contemporanea mi regala grandi emozioni. Aggiungo poi la poesia, altro mio grande amore… Scrivo fin da quando ero piccola, su agende, diari, blocchi di carta, usando anche il cellulare quando non c’è altro sotto mano, pezzi di vita e pensieri che danno alla luce ispirazioni di vario tipo”.

Eugenio Marzotto ( E.MAR) 

Eugenio Marzotto (che a volte si firma E.MAR) è nato 45 anni fa in un paese tra la pianura padana e le piccole dolomiti. Attualmente vive ad Alte Ceccato in provincia di Vicenza non lontano da fabbriche dismesse, sale scommesse e catene di Kebab. Di professione fa il giornalista e negli anni è stato catturato dall’animo umano a cui dedica gran parte delle giornate. Ama leggere i foglietti nelle scatole dei medicinali, alternandoli a romanzi e saggi, da John Fante ad Ammaniti. Considera 21 grammi, Non ci resta che piangere, Fight Club, Apocalypse Now  e Vanilla Sky i cinque film più belli che ha visto ma si da tempo altri 50 anni per vederne di più belli. Segue in maniera compulsiva la serie tv Gomorra già dalla prima edizione. Nel suo Pantheon ha inserito Roberto Baggio, il Lanerossi Vicenza (di tutti i campionati), Philip Seymour Hoffman, i Radiohead, I Piccoli Maestri e suo padre Gino. Sposato, papà di due bambini, punta al Gratta e Vinci per cambiare radicalmente la sua vita. Sogna una casa di 30 metri quadri sul mare (anche Adriatico).

Rossana Ottofaro

Architetto, appassionata di arte, in particolare di fotografia. Convinta che la fotografia non sia solo specchio del mondo esterno ma proiezione del mondo interiore di chi la crea o la percepisce, pensa che essa possa risvegliare la conoscenza che il soggetto ha di sé stesso e lo possa destare dalla contemplazione passiva della realtà attraverso la bellezza o lo stupore. Insegna storia della fotografia.

Paola Palmaroli

Nata nel 1964, lettrice onnivora, il linguaggio scritto e verbale, quello fotografico, ogni espressione della mente e del corpo umano, da sempre costituiscono il principale interesse associato alla professione in campo sanitario. Il rapporto tra parola ed immagine, tra corpo e mente, un viaggio che inizio e fine sembra non avere mai.

Franco Gobbetti 

Il nome ed il cognome, come quasi tutti, me lo sono ritrovato già deciso e pronto all’uso. Mi hanno chiamato Franco e di cognome sarei Gobetti con una “b” sola, poi una mia maestra elementare un po’ troppo grammaticalmente zelante e mi dispiace dirlo, anche ignorante, ha pensato di sua sponte di correggere Gobetti come Piero, in Gobbetti come piccoli gobbi. Comunque sono nato un 29 agosto nei calori afosi estivi pieni di zanzare, campi di mais, boschi di pioppi industriali da cellulosa, cicale impazzite e paludi vallive antistanti il vicino fiume Po. Paludi allora non ancora bonificate. Per contrasto naturale, quel paese era generoso poi, anche per compendio, di allaganti nebbie, brine e gelanti brume d’inverno. Sono venuto al mondo dunque in un paese della bassa veronese: Nogara, l’ultimo comune veneto confinante con Lombardia ed Emilia. La mia famiglia, col passare degli anni, s’è accorta che io non sarei mai diventato contadino o agricoltore ma neanche imprenditore come avrebbe voluto o vorrebbe certa tradizione moderna o post moderna. Il mio destino sarebbe stato quello di studiare per dedicarmi alle arti, alla scrittura e alla cultura in senso lato. Ho frequentato prima L’Istituto Statale d’Arte Napoleone Nani di Verona diplomandomi maestro d’arte e poi specializzandomi a Venezia frequentando l’allora Istituto Statale Sperimentale di Disegno Industriale e comunicazione visiva, patrocinato e promosso dall’università Cà Foscari, Facolta di Architettura e Accademia di belle arti. Sono così diventato ufficialmente Designer, ruolo che ho vissuto ed interpretato cercando di svolgerlo al meglio per tutti gli anni della mia carriera. Devo ringraziare la scuola in quanto ho avuto la grande fortuna di avere insegnanti importanti ma soprattutto bravi e degni del ruolo che avevano. Nella mia carriera mi sono occupato nel ruolo di creativo e progettista, soprattutto di design, grafica artistica, pubblicitaria, industriale ed editoriale, curando non solo l’aspetto visivo er figurativo ma anche l’aspetto della comunicazione, della scrittura creativa e della storia dell’arte classica e moderna in tutti i suoi aspetti.

Sarah Poli

Medico Neurologo per professione e in passato attrice per hobby, ho sempre fatto della comunicazione il mio pane quotidiano, sia che si trattasse di spiegare l’origine o il decorso di una malattia ai miei pazienti o a cittadini interessati durante conferenze aperte al pubblico, sia che si trattasse di trasmettere, anche con linguaggio non verbale, il pensiero di un autore teatrale sul palcoscenico. Per indole e per lavoro ho sempre ricercato la conoscenza e l’approfondimento come fonte di arricchimento e crescita personale. Conoscere per comunicare, trasmettere, divulgare… azioni che ritengo fondamentali nella mia vita. Da qualche anno mi interessa un’altra forma di comunicazione, che sa essere forse anche più potente del linguaggio parlato o scritto: la fotografia. Quale modo migliore di creare un connubio tra il mio desiderio di comunicare e la mia passione per la fotografia se non facendo divulgazione fotografica? Divulgare la conoscenza dei maestri di quest’arte e la loro opera é per me innanzitutto un’occasione per studiare e approfondire; il mio desiderio è poi riuscire a trasmettere la mia passione a tutti coloro che desiderino avvicinarsi a questo mondo.