Posted by on 16 febbraio 2015

 
 
 

 

 

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Le mie Donne di Patrizia Moretti 

Lo zaino è pronto.

Passo in rassegna mentalmente il suo contenuto e quello della grande borsa lì a fianco: c’è tutto.

Lei, la mia modella, mi fa stare bene, siamo amiche da un pò, siamo uguali  sovrapponibili.

Per questo l’ho scelta.

Questo sarà il mio primo set di nudo.

Volevo lei, la Viv, che mi somiglia e mi ‘legge’ per poter raccontare me e le mie pieghe.

Due anni fa sono stata male.

All’improvviso.

E non ero pronta.

 

Ci siamo, si inizia.

Un attimo di ansia, prima di staccare la mente e poi la guardo attraverso il mirino

– la mia Modella –

la guardo e si accende.

Succede che vedo le Donne e vedo me.

In ognuna di loro ho visto me, un angolo di me, tutti gli angoli di me.

Senza rendermene conto ho cercato e cerco ancora, me.

Lei è dolcissima, forte e fragile

L’Altra è più chiusa, più timida

L’Altra, invece, sembra a suo agio…e così via…

Una diversa dall’altra: tutte uno specchio.

 

Guardo la luce che le scivola addosso, la guardo dal mirino della reflex:

Viso, collo, decolleté, seno…

– SENO-

Sono stata male, due anni fa.

All’improvviso

e non ero pronta.

Io che sono Una che non si è mai fermata e che ha trovato un motivo in ogni mattina,

semplicemente: ho smesso, per sei  lunghi mesi ho smesso.

Poi sono arrivate Loro e mi sono vista lì dentro, lentamente mi sono vista.

Bellissima e Viva.

 

Io che amo gli uomini, mi racconto attraverso le mie Donne.

 

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Patrizia e le sue donne.

 

Sprizzano femminilità

Accarezzano sensualità

Trapelano intimità.

 

Donne Maiuscole con occhi che scrutano,

Osservano il nostro osservare

Bucano le resistenze

Invadano l’immaginazione

Si espandono nei nostri tessuti

Centrifugano le resistenze

Assorbono i nostri pensieri.

 

Ci pongono domande

Rispondono a domande

Sono donne forti della loro fragilità

Uniche nel loro dualismo

Sensuali nella loro indifferenza

Passionali nella loro freddezza

Lontane nella loro vicinanza.

 

Donne nel cui sguardo affoghi

Natante indifeso e sobbalzato dal vento dei loro sussurri

Dal soffio leggero di un battito di ciglia.

 

Mani che sembrano artigliare l’aria

Accorciare lo spazio

Attrarti

 

Arrivi e partenze

Stazioni di incontri e addii

 

Capelli che si animano

Pelle e forme

calore e colore

Tavolozza d’arcobaleno

E monocroma

 

Sentimento puro cristallino

Essenziale armonico un tintinnio

D’amore.

(Ivano Mercanzin)

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