Posted by on 9 febbraio 2021

 
 
 

 

Il viaggio come metafora di vita

(di Ivano Mercanzin – 1 gennaio 2021)

“Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare

e di correre il rischio di vivere i propri sogni”.

(Paulo Coelho)

ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

(poesia di Costantino Kavafis)

 

Viaggiare: perchè l’uomo dalla notte dei tempi sente questa necessità?

Il viaggio ci trasforma, ci plasma e quando torniamo non siamo più gli stessi perché cresciamo sotto il profilo culturale, sociale e morale. In fondo, se ci pensiamo bene, la vita non è altro che un infinito cammino alla scoperta di ciò che non conosciamo: luoghi, tradizioni, cibi, persone, usanze, costumi, culture, e, cosa più importante, “noi stessi”.

Quando viaggiamo ci apriamo al mondo, allarghiamo i nostri orizzonti, a capire chi davvero siamo e chi vogliamo essere. Il viaggio ci permette di cambiare prospettiva, di guardare il Mondo con occhi diversi.

E così ha fatto anche Lou cercando nel viaggio le risposte al suo esistere, incontrando persone che con le loro innumerevoli sfaccettature affascinano con la loro unicità e in questi ritratti si assapora e si respira tutto questo .

Lou, fotografo per passione come cita nella sua biografia, cerca di scoprire differenti punti di vista, nuove prospettive, particolari insoliti, restando concentrato sul mondo che lo circonda per trasmettere poi a fine viaggio a noi osservatori i frammenti di emozione che lui ha provato e cristallizzato nei frame delle sue immagini.

Nei suoi viaggi, oltre ad essere un esploratore dei luoghi, Lou cerca di entrare in empatia con le persone che incontra nel suo cammino, siano bambini, adulti o anziani, grazie alla sua particolare sensibilità e rispetto. Si percepisce chiaramente dai loro sguardi in “macchina” come Lou riesca, pur non parlando la loro lingua, a instaurare un rapporto fatto di linguaggio del corpo, di sguardi, di sorrisi, di silenzi. A volte regala per contraccambiare la loro disponibilità delle polaroid scattate alle persone stesse che spesso rimangono l’unico ricordo di loro stessi.

E mi immagino Lou nel momento dello scatto quando l’emozione lo assale e sente in quel preciso istante, grazie ad una serie di eventi inspiegabili, che ogni cosa è al punto giusto perfettamente equilibrata, allineata, quasi come un’ armonia cosmica in cui tutto è perfetto e sa con precisione irrazionale che quello è lo scatto che attendeva con pazienza, forse ancora prima, nella fase di preparazione del viaggio. Ed è grato alla vita per avergli dato questa straordinaria opportunità.

Sfogliare questo splendido libro di fotografie, in bianco e nero, ci predispone ad assaporare la bellezza del mondo e delle piccole e grandi cose che lo compongono, come un paesaggio solitario all’alba, un tramonto, un incontro, ad apprezzare insomma ogni singolo istante.

E grazie al bianco e nero, che di fatto è una trasposizione della realtà, ci pone nella condizione di entrare ancor più in profondità avvicinandoci ai soggetti rappresentati e cercando anche noi l’empatia con essi.

Myanmar – People, diventa quindi un luogo che mancava alla nostra geografia personale e di cui si avvertiva segretamente il bisogno, e attraverso Lou e alla sua capacità di raccontare siamo diventati anche noi stessi viaggiatori e non solo spettatori e questo libro si è trasformato nel tappetto volante che ci ha permesso di viaggiare in altri mondi, in altri spazi e in altri tempi.

Grazie Lou per questo viaggio e alle prossime avventure.

 

A questo link il libro completo che potete acquistare a Euro 48

https://issuu.com/loucasanova/docs/people_of_myanmar